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Il 3 febbraio 1968 è stata costituita Federarchitetti, promossa dai sindacati regionali autonomi del Lazio, Piemonte e Campania, che si federarono sotto la sigla nel Sindacato Nazionale Architetti Liberi Professionisti (S.N.A.L.P.). 

A questi fondatori si unirono tra il 1969 e il 1972 la Lombardia, l’Emilia Romagna e la Liguria, mantenendo tuttavia prevalentemente un’intensa attività regionale. 

Tra i promotori, nel susseguirsi degli anni, il catanese Corrado Sultana, presidente del Lazio, il torinese Aldo D’Imperio, oltre a Carlo Alberto Bordogna, Enzo Bacigalupi, Massimo Battaglini, Salvatore Viola, Nicola Pagliara, e una successiva ma incisiva attività di Diana Ribera Ferraro.

Il Sindacato assunse ulteriore vigore alcuni anni dopo, quando, a seguito del primo Congresso Nazionale degli Architetti di Firenze del 1977, varie altre realtà territoriali che non si riconoscevano nell’azione degli Ordini, si coagularono rigenerando Federarchitetti con nuovo entusiasmo. 

Con l’intenso lavoro di mediazione del milanese Alberto Scarzella, la presidenza di  fu affidata a Luigi Cristini, sanguigno e vivace marchigiano, attivo in campo nazionale anche con alcune proposte che diventarono disegni di legge. 

In campo nazionale tra i professionisti CarloDanielemaggiormente impegnati degli anni ’70 emergono il romano Mino Mini e il varesino-milanese Carlo Daniele (nella foto), che, dapprima segretario nazionale, guiderà successivamente per molti anni Federarchitetti.

Si sviluppava in quegli anni, tra paletti, forzature e prevalenza di lobby che condizionavano il notevole potenziale di una generazione di architetti, un concetto fondamentale per la politica professionale: così come sancito dalla Costituzione, le libere associazioni sindacali (e non gli ordini) potevano e dovevano rappresentare gli interessi dei liberi professionisti.

Mini-DanieleEd infatti Federarchitetti è tra i rappresentanti datoriali quale controparte dei sindacati per i dipendenti degli studi professionali, e conduce con gli architetti Mini e Daniele le trattative per il primo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL), firmato il 10 dicembre 1978, dopo lunghe trattative durate tre anni.

Negli anni ‘80, tra gli altri, furono attivamente impegnati Luigi Campioli, per un breve periodo presidente, ed altri professionisti tra cui il molisano Nicola D’Errico ed il toscano Nicola Ghini.

Dal 1983 con la presidenza di un ostinato Carlo Daniele e la fondazione di Confedertecnica nel 1991, fu svolto un intenso lavoro che ha portato nel maggio del 2001 Federarchitetti al riconoscimento di “parte sociale” dal Ministero del Lavoro.

Federarchitetti ha da sempre partecipato alle Organizzazioni sindacali interprofessionali, prima facendo parte della Consilp (ora Confprofessioni), quindi dando vita a Confedertecnica, per individuare in tale sigla in modo specifico e condiviso il ruolo delle professioni tecniche, unitamente ad ingegneri, geometri e periti.

Nel 1998, in una calda assemblea a Firenze, sorsero divergenze che portarono alcuni iscritti a distaccarsi dando vita all’altra organizzazione che è ALA, guidata Bruno Gabbiani.

Tra la gli anni ’90 e il 2005 contribuiscono alla crescita di Federarchitetti, insieme all’instancabile attivismo di Biancalisa Semoli, e l’abnegazione di Loredana Regazzoni, succeduta alla segreteria nazionale durante la presidenza Daniele, Gianfranco Mazzei, Nazzareno Iarusso, Salvatore Greco, Aldo Olivo, Edo Zanaboni, Marcello Altomonte, Angelo Cappellini, Giuseppe Cantarella e Marco Ciannella.

Pur costantemente osteggiata da parti della burocrazia, dell’università e degli Ordini, meno propensi ad un confronto aperto che potesse intaccare rendite di posizione acquisite, la componente sindacale ha assunto una veste strutturale sempre più fondamentale per i liberi professionisti, anche sulla spinta delle procedure aperte in atto negli altri Paesi e ne rappresenta il futuro riferimento.

Dal 2005 al 2015 è stato presidente il napoletano Paolo Grassi, intensamente attivo in Campania ed in campo nazionale sin dalla fine degli ’70. Attualmente alla guida è stato nominato  il sannita Nazzareno Iarrusso coadiuvato dal catanese Maurizio Mannanici, quale segretario nazionale.

Oggi Federarchitetti a livello nazionale sollecita ad un confronto puntuale sia i Governi che le istituzioni, ponendo in evidenza la necessità di profonde riforme che possano far uscire l’intero comparto libero professionale da una condizione di subalternità e crisi che va a discapito della qualità delle condizioni ambientali urbane e del territorio, incidendo negativamente sui parametri di sviluppo del Paese.