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APPROVATO AL SENATO EMENDAMENTO CHE RICONOSCE L’EQUO COMPENSO A TUTTI I PROFESSIONISTI

Primo passo per il riconoscimento dell’equo compenso per le prestazioni svolte dai professionisti ed, in particolare, dagli architetti ed ingegneri liberi professionisti. E’ stato infatti approvato un emendamento al collegato fiscale (DL 148/2017), all’esame della commissione bilancio del senato, che estende l’equo compenso a tutte le professioni ordinistiche e non, come auspicato dalla Federarchitetti nelle scorse settimane. ( http://federarchitetti.it/news/sullequo-compenso-il-governo-dimentica-le-professioni-tecniche/ )

Federarchitetti scese in piazza a Roma lo scorso 13 maggio, insieme alle altre sigle sindacali, proprio per chiedere al Governo l’introduzione di una normativa sull’equo compenso per i liberi professionisti che fosse pari al livello della prestazione professionale svolta nonchè per far porre l’attenzione, dell’attuale classe politica, verso la categoria degli architetti ed ingegneri che, anno dopo anno, vedono erodere i loro redditi per colpa di politiche che stanno riducendo il settore al di sotto della soglia di povertà.

Il 10 novembre scorso Federarchitetti anche ha aderito e partecipato all’assemblea generale delle professioni sul tema: Equo Compenso e Tutela del Lavoro Autonomo, tenutosi a Feroleto Antico (CZ), insieme alle altre associazioni di categoria, agli Ordini professionali e Inarcassa, per protestare contro le conseguenze dell’applicazione della sentenza del CdS n. 4614 del 3 ottobre 2017 che prevede incarichi professionali da affidare a titolo gratuito.

Il provvedimento licenziato dalla commissione bilancio del Senato è un primo passo ma non risolve del tutto la problematica dell’”aspettativa di guadagno” insita nello svolgimento dell’attività professionale poiché la misura si applica solo per i rapporti con la pubblica amministrazione e con le imprese bancarie e assicurative, nonché di imprese non rientranti nelle categorie delle microimprese o delle piccole o medie imprese, come definite nella raccomandazione 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003, escludendo il rapporto con i privati.

Per questo Federarchitetti auspica che, in sede di conversione in legge del DL governativo o nella fase ad essa successiva, si tenga conto:

  • che i decreti parametri, che saranno emanati in applicazione del giusto compenso, siano estesi anche per la corresponsione degli importi derivanti della prestazione svolta per il privato dal libero professionista architetto ed ingegnere;

  • che i decreti parametri tengano effettivamente conto della qualità della prestazione svolta dal professionista e dai costi da questi sostenuti per raggiungere quel livello di qualità e individuare dei limiti al di sotto dei quali si verificano anomale offerte di mercato;

  • che il giusto compenso debba corrispondersi alle prestazioni effettuate dai liberi professionisti iscritti agli Albi ed Ordini, escludendo coloro già detentori di altri redditi, quali dipendenti pubblici e docenti, che oggi possono svolgere atti di libera professione considerato che tale possibilità esiste ancora all’interno degli ordini degli Architetti P.P.C e degli Ingegneri.