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CENTRALE PER LA PROGETTAZIONE DELLE OPERE PUBBLICHE: I TECNICI LIBERI PROFESSIONISTI DIVENTANO GLI “SCARTI” DEFINITI DA PAPA FRANCESCO.

Dopo gli attacchi degli Enti locali, a fine dello scorso anno, sull’azzeramento economico per le prestazioni svolte dai tecnici liberi professionisti, arriva, in questo fine 2018, la proposta del Governo, inserita nel disegno di legge di bilancio 2019, per l’istituzione della “Centrale per la Progettazione delle Opere Pubbliche” con la quale si intende costituire, a livello centrale, un centro di competenze specifico per la progettazione tecnico-economica a favore delle amministrazioni pubbliche centrali e periferiche.

Ancora una volta ci troviamo difronte ad un intervento a gamba tesa del legislatore nel mercato dei servizi di architettura ed ingegneria volta ad monopolizzare lo stesso a favore delle pubbliche amministrazioni e a depauperare ulteriormente il lavoro quotidiano dell’architetto ed ingegnere libero professionista soprattutto di piccole dimensioni che rappresentano oltre il 90 % degli operatori del settore.

Il provvedimento legislativo, qualora dovesse essere approvato, determinerà un duro colpo al settore già in agonia da oltre un decennio dove, i pochi che resisteranno, saranno costretti ad emigrare o a rivolgersi al mercato estero come già avviene da qualche anno tra i costruttori che producono, per circa 75 % del fatturato, da commesse estere.

L’istituzione della Centrale per la Progettazione delle Opere Pubbliche, avvicinerà sempre di più gli architetti ed ingegneri liberi professionisti al concetto di “scarti” definito qualche mese fa da Papa Francesco che così ha spiegato il fenomeno: Non si tratta semplicemente del fenomeno conosciuto come azione di sfruttamento e oppressione, ma di un vero e proprio fenomeno nuovo. Con l’azione dell’esclusione colpiamo, nella sua stessa radice, i legami di appartenenza alla società a cui apparteniamo, dal momento che in essa non si viene semplicemente relegati negli scantinati dell’esistenza, nelle periferie, non veniamo privati di ogni potere, bensì siamo sbattuti fuori. Chi viene escluso, non è sfruttato ma completamente rifiutato, cioè considerato spazzatura, avanzo, quindi spinto fuori dalla società. Non possiamo ignorare che una economia così strutturata uccide perché mette al centro e obbedisce solo al denaro: quando la persona non è più al centro, quando fare soldi diventa l’obiettivo primario e unico siamo al di fuori dell’etica e si costruiscono strutture di povertà, schiavitù e di scarti.

La problematica delle progettazioni e delle realizzazioni delle opere pubbliche non si risolve aumentando la spesa corrente dello Stato (circa 100 milioni all’anno ha previsto il Governo per il funzionamento della struttura) con dubbi sul raggiungimento degli obiettivi, ma con la revisione del Codice degli Appalti, dalla riduzione della burocrazia e dei veti incrociati che le pubbliche amministrazioni pongono nel rilascio delle autorizzazioni necessarie ad eseguire l’opera, mentre le risorse economiche per corrispondere i compensi professionali agli architetti ed ingegneri liberi professionisti possono essere reperite individuando una percentuale dalle risorse stanziate per la realizzazione delle infrastrutture da destinare all’istituzione di un fondo di rotazione per la progettazione.