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SICUREZZA SISMICA: DISPONIBILI 120 MILIONI DI EURO PER LA DIAGNOSI DEGLI EDIFICI

Disponibili 120 milioni di euro per la diagnosi, da parte dei tecnici liberi professionisti, degli oltre 550 mila edifici costruiti in muratura portante o in calcestruzzo prima del 1980 e che interesserà circa 650 comuni collocati in zona sismica. E’ quanto riferito all’audizione in Commisione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati dal Sottosegretario di Stato per le infrastrutture e per i trasporti, on. Umberto del Basso De Caro.

“Sul tema della messa in sicurezza degli edifici –  afferma l’on. Del Basso De Caro – sono state acquisite puntuali informazioni presso la Struttura di missione Casa Italia presso la Presidenza del Consiglio dei ministri.

Il Progetto Casa Italia ha l’obiettivo di migliorare la sicurezza del Paese a fronte di rischi naturali, come, ad esempio, quello sismico e quello idrogeologico. Il 12 giugno scorso, la Struttura ha presentato al Presidente del Consiglio dei ministri un rapporto sulla promozione della sicurezza dai rischi naturali del patrimonio abitativo, il quale contiene, oltre ad una ricognizione sistematica dei problemi riscontrati in tale settore, anche la proposta di 9 specifici piani di azione.

Tra questi sono previste, in particolare, tre azioni direttamente finalizzate ad intervenire sulla vulnerabilità degli edifici residenziali.

Due di questi interventi hanno trovato copertura finanziaria nell’ambito dell’articolo 41 del decreto-legge n. 50 del 2017, come modificato dalla legge di conversione n. 96 del 2017. Si tratta dei seguenti:

1) un programma di diagnostica speditiva esteso agli edifici caratterizzati da maggiore rischio sismico. Specificamente, l’intervento coinvolge oltre 550.000 edifici residenziali costruiti in muratura portante o in calcestruzzo armato prima del 1980, in assenza quindi di normative antisismiche stringenti, localizzati nei 650 comuni italiani a maggiore pericolosità sismica. L’intervento prevede che la diagnostica sia effettuata con oneri a carico dello Stato.”

“L’investimento previsto – prosegue il Sottosegretario di Stato – è stimato in circa 120 milioni di euro;

2) l’attivazione di 10 cantieri sperimentali sul territorio italiano, finalizzati a sperimentare soluzioni non invasive di riduzione della vulnerabilità e a comprenderne le condizioni per una più ampia diffusione sul territorio nazionale, con oneri a carico dello Stato stimati in 25 milioni di euro.

Un terzo intervento prevede la costituzione di un archivio informatizzato in cui far confluire tutte le informazioni di cui già oggi le pubbliche amministrazioni dispongono a livello di singolo edificio.

Tali informazioni – oggi disperse tra Agenzia delle Entrate – Catasto, ENEA, Istat, Dipartimento della Protezione Civile – verrebbero quindi rese accessibili in modo integrato, costituendo una importante base dati sulle condizioni degli edifici. A regime questa soluzione consentirà di ottenere un quadro informativo coerente con gli obiettivi del fascicolo del fabbricato, limitando nel contempo gli oneri per i proprietari degli immobili. Il progetto – la cui complessità è facilmente comprensibile, atteso che intende agire su molteplici archivi interni – è attualmente in fase di studio di fattibilità, con l’obiettivo di verificare le soluzioni informatiche e organizzative più opportune e l’entità delle risorse necessarie.”

E’ auspicabile che il Dipartimento Casa Italia, presso il Consiglio dei Ministri, voglia coinvolgere le parti sociali delle professioni tecniche per definire le modalità di intervento sulla diagnostica sismica degli edifici esistenti.